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COME E’ NATO IL PROGETTO

L’esperienza “multigestionale” del negozio dell’artigiano di Cevio è iniziata nell’estate del 2005, quando l’Associazione Artigiani di Vallemaggia, alla ricerca di qualcuno che si occupasse del proprio punto vendita di Cevio, si era rivolta ad un gruppo di partecipanti alla formazione percorsoArianna.

Il negozio di Cevio presente da oltre vent’anni in Vallemaggia si è sempre distinto per la qualità degli oggetti artigianali presenti, i quali sottostanno al marchio GLATI (gruppo di lavoro per l’artigianato del Ticino) che rispettano i criteri di qualità dell’artigianato autentico della Svizzera Italiana e  restituiscono all’artigiano il ruolo di protagonista nella vita economica della società.

Da artis si trovano oggetti artigianali unici creati perlopiù in sasso, legno, marmo, tessitura, feltro, paglia, ceramica, rame, ecc. Gli artigiani che “producono” oggetti per il negozio di Cevio sono una ottantina.

Questi artigiani grazie a scambi culturali e a nuove aperture, hanno trovato linguaggi realizzativi non più legati forzatamente alla sola funzionalità quotidiana ma altresì portati a una forma d’arte ben precisa e in costante rinnovamento.

ISTORIATO

Da laboratorio reale e percorso formativo a progetto di sviluppo regionale
Per incentivare e promuovere le vendite sono stati sviluppati all’inizio del 2006, grazie alla collaborazione di Vallemaggia Turismo e allo studio grafico Freidesign di Cevio, una serie di quattro sottopiatti di carta decorati con foto di oggetti artigianali in vendita nel negozio.

Nuova vita ad antichi valori: una proposta innovativa per rivitalizzare l’artigianato
Nel secondo anno di attività, 2006, il gruppo ha presentato un progetto di rivitalizzazione dell’artigianato dal quale è scaturito un concorso aperto a tutti gli artigiani residenti in Ticino.
Titolo del concorso: “Nuova vita ad antichi valori”.

Gli oggetti artigianali dovevano rappresentare l’identità della Vallemaggia, luogo in cui la pietra, nelle sue diverse forme geologiche, caratterizza le attività economiche e costituisce l’elemento centrale delle bellezze paesaggistiche.

Per questo motivo era necessario che le creazioni per il concorso si ispirassero alla PIETRA, senza però essere necessariamente di pietra. Ciò significava che quest’ultima poteva essere rappresentata anche simbolicamente.

Gli oggetti potevano quindi essere di materiali naturali diversi. Questa impostazione del concorso lasciava grande libertà interpretativa nella scelta dei materiali e dei processi di produzione.

Al di sopra delle aspettative la partecipazione al concorso, ben un’ottantina di artigiane e artigiani con oltre cento oggetti creati appositamente hanno aderito al concorso.

Apertura della nuova sede sulla Piazza di Cevio: aumento della visibilità
Dopo un’attenta analisi della situazione e per l’inizio della stagione 2007, la gestione del negozio, grazie al sostegno dell’ Associazione Artigiani di Vallemaggia, del Comune di Cevio, della Raiffeisen di Cevio e di diversi privati, ha deciso il trasferimento del negozio in Piazza a Cevio.  Questo cambiamento è stato voluto per migliorare la visibilità del negozio e poter usufruire di maggior spazio in una posizione centrale assai più frequentata e visibile.

Con il trasferimento in Piazza a Cevio il negozio si è ulteriormente arricchito con l’apertura di un locale adibito alla vendita di prodotti locali gastronomici, presentati in modo dettagliato con schede e fotografie che ne documentano la provenienza. Questa scelta ha subito riscosso un grande successo.

OBIETTIVI

artis Negozio dell’Artigiano,  valorizza e potenzia la microimprenditoria attraverso i prodotti artigianali
Questo progetto mira ad una rivalorizzazione del territorio partendo da materiali e prodotti, manufatti, semimanufatti della regione che ne rappresentano già il potenziale (es. pietra). Rivalorizzare i prodotti significa in primo luogo incoraggiare, stimolare e formare le persone che già agiscono in questo campo e far sì che tra loro e le nuove generazioni si crei un passaggio di competenze che andranno a migliorarsi diventando portatrici forti dei valori tradizionali della valle tenendo però in linea di conto la realtà concorrenziale del mondo esterno con cui si cimentano.

Questi passi dovrebbero creare le condizioni per far sì che in Vallemaggia possano nascere delle piccole imprese che permettano ad alcuni giovani di lavorare nella loro regione.



artis Negozio dell’Artigiano, sviluppa strategie innovative

1
Punto vendita come veicolo di valorizzazione del patrimonio della valle e della sua capacità innovativa.

2
Il punto vendita deve diventare un esempio di allestimento grazie anche alle tecnologie.

3
Il restyling del negozio dovrebbe orientarsi su una grande modernità che rappresenti però la tradizione della valle e la sua capacità di innovarsi ed avere scambi sinergici con l’esterno.

4
Punto vendita come veicolo di consolidamento del processo di innovazione già stabilito negli anni precedenti e mirato al miglioramento qualitativo dei prodotti artigianali che devono integrare dei concetti di design e probabilmente fare dei passi verso una lavorazione semi artigianale di tipo imprenditoriale. Questo processo di innovazione dovrebbe realizzarsi grazie ad una proposta di formazione professionale continua. Atelier di lavoro e scambio tra personalità che hanno applicato concetti innovativi ai loro prodotti tradizionali e gli artigiani ticinesi.

5
Punto vendita come stimolo per l’incontro e gli scambi tra proprietari di cave o di imprese del legno e gli artigiani che evolvono verso il professionismo per far sì che si crei una cultura del semi manufatto non eccessivamente ingombrante che potrebbe favorire lo sviluppo e l’innovazione dei due settori.

6
Punto vendita come stimolo per l’incoraggiamento di scambio di saperi legati all’artigianato e al semi artigianato tra vecchie e nuove generazioni. Le scuole della valle dovrebbero essere coinvolte attivamente in questo processo.

7
Punto vendita come nodo di rete significativo per il coordinamento di sinergie interne ed esterne alla valle (musei, enti turistici, scuole di design ecc).